|
Questo l'esplicativo e, a tratti, polemico titolo apparso qualche giorno fa sulle pagine di GT500.org Blog. Un interessante spunto per riflettere sulla politica adottata dal search engine più famoso del web.
Il fatto a cui si riferisce l'autore è, per chi non lo sapesse, il rilascio di un interessante User JavaScript da parte di xErath, un utente di My Opera Community. Grazie al lavoro indipendente di questo giovane programmatore ora anche gli utenti di Opera potranno accedere ai servizi web di Google ed usare le sue Web Applications senza dover ricorrere ad un browser alternativo. Lo script in questione infatti va a correggere tutti quei bugs che impedivano l'utilizzo di servizi come Google Spreadsheets, Docs, Calendar e Picasa Web con il nostro amato browser. Per avere una panoramica completa dello script basta visitare il post dell'autore o leggere il dettagliato changelog presente all'inizio del file .js stesso.
Ma al di là dell'encomiabile lavoro svolto da xErath, è invece interessante soffermarsi un attimo sul seguito dell'articolo di GT500. L'autore fa infatti notare come Google si sia sempre dichiarata incapace di star dietro a bugs e limitazioni intrinseche del browser norvegese, e poter quindi garantire il supporto dei suoi servizi agli utenti di Opera. Ma se un comunissimo ragazzo, lavorando per conto proprio nel tempo libero e senza metter mano al codice di Opera, è riuscito a risolvere la gran parte di questi fantomatici problemi con un semplicissimo JavaScript che non supera le 140 righe di codice (compresi i commenti), allora viene spontaneo chiedersi come sia possibile che una compagnia multi-milionaria del calibro di Google non riesca a trovare il tempo e/o il denaro per rendere le sue applicazioni compatibili con Opera Web Browser (e mi permetto di aggiungere con qualsiasi altro browser aderente agli standard). Come può a questo punto Google affermare che l'incompatibilità derivi dall'engine di Opera e lavarsene quindi le mani? L'autore trova facilmente risposta a questa domanda: "That's right Google, we know the truth. La conclusione a cui giunge è infatti la discriminazione di Opera da parte del colosso americano, al fine di riuscire a diffondere sui PC di ogni utente i software di casa Mozilla , organizzazione che molto deve agli ampi aiuti finanziari e non solo ricevuti da Google per lo sviluppo di Firefox . Forse questa conclusione può sembrare troppo dura o semplicistica e può essere o meno condivisa, ma ho creduto fosse quantomeno interessante rifletterci sopra un attimo. La situazione è poi tanto diversa da quanto sopra riportato? Sono sicuro che i lettori hanno già la risposta a questa domanda. "OK Google, noi conosciamo la verità." |